Come si calcola il codice fiscale sfruttando le informazioni personali che ormai abbondano su internet? Non bisogna essere pirati informatici: chiunque può provarci, Panorama ha provato risalendo in pochi minuti a quello di alcuni redattori. Il nome e la data di nascita di qualsiasi contribuente italiano si possono trovare nelle reti peer to peer: sono ancora lì dopo la decisione dell’Agenzia delle entrate di pubblicarli. E nessuno riuscirà a cancellarli. Con un pizzico di fortuna si può trovare anche il luogo di nascita. Per i più giovani, poi, basta cercare tra social network e blog per ottenere le informazioni necessarie.
Una volta trovati i dati è sufficiente inserirli in un calcolatore online per ottenere il codice fiscale. Che un malintenzionato può utilizzare per truffe di ogni genere sui siti di ecommerce.
«È diffuso il rischio generico di furto dei dati che non sono sotto controllo. Non saremo sicuri finché non avremo la carta d’identità digitale» prevede Maurizio Masciopinto, dirigente della divisione investigativa della Polizia postale. «Una volta ci preoccupavamo delle cose che entravano nel computer, ora bisogna stare attenti a quelle che escono. Basterebbe un po’ di buonsenso» dice Maurizio Garavello della società di sicurezza su internet Websense.
Carte di credito e conti bancari sono i bersagli preferiti dai cybercriminali per truffe e furti. Non si tratta più di singoli hacker che sfidano aziende e forze dell’ordine, ma di organizzazioni che secondo gli esperti sono strutturate come la mafia: un capo al vertice che non si sporca le mani, un secondo con il compito di gestire le operazioni, capizona in grado di coordinare le campagne di sottrazione dell’identità. E, all’ulitmo gradino, manovali reclutati nel mondo, in particolare nei paesi dell’Est: sono giovanissimi, incaricati di rubare qualsiasi dato personale dei navigatori con un vasto armamentario a disposizione: dai keylogger, spie per leggere i tasti usati dagli utenti, a software più complessi.
Su internet in pochi passi si può arrivare al mercato «underground», un immenso contenitore di dati per l’accesso a banche, siti di ecommerce ed email private. Secondo le stime delle società di sicurezza informatica, le chiavi di accesso a eBay di una persona hanno un «valore commerciale» di 3 euro, ma valgono fino a 38 euro le informazioni per clonare una carta di credito tipo Visa o Mastercard.
Da: Panorama









