
Società di Città di Castello completamente sconosciuta al fisco
Importavano dall'estero vetture nuove e dichiaravano che erano destinate al mercato non comunitario, e quindi, non soggette a tassazione IVA. In particolare risultava che dovevano essere vendute in Libia e Albania. Con pazienza certosina e attraverso un'indagine complessa avviata due anni fa, la Guardia di Finanza di Città di Castello ha ricostruito dettagliatamente per 400 autovetture, grazie ai numeri di telaio e le transazioni economiche, l'avvenuta immatricolazione in Italia. L'ammontare dei ricavi non dichiarati è di 7 milioni di euro cui va aggiunto un altro milione di euro di IVA evasa. 9 persone sono state denunciate per truffa ai danni dello Stato ed altre violazioni penali e tributarie. Molti clienti contattavano l'agenzia attraverso il sito internet altri, invece, hanno acquistato da rivenditori auto di Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria, complici della società. Il prezzo delle vetture era in linea con quello di mercato ma si offriva una supervalutazione dell'usato che rendeva particolarmente concorrenziale il prezzo finale. La società venditrice, infatti, guadagnava sul 20% di IVA che non veniva applicata, o in qualche caso , quando l'immatricolazione era dichiarata in Italia, il prezzo era maggiorato del 20% di IVA che il cliente pagava e che la società incamerava per sè , senza versarla al fisco.
fonte:http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=193191









