
di Luca Pelagatti
Cos'hanno in comune un senegalese residente a Palermo, un commerciante italiano di Brescia e un cinese trapiantato a Treviso? In apparenza nulla anche se i carabinieri hanno scoperto un sottile filo rosso che li lega. Fatto di carte di credito clonate, di codici «spacciati» in rete e di una truffa a livello nazionale. Di cui la reale portata è ancora tutta da definire.
Per comprendere questa strana storia occorre fare un passo indietro, all'agosto dello scorso anno, quando tre persone si sono rivolte ai carabinieri di Langhirano denunciando di avere subito la clonazione delle proprie carte di credito.
Addebitate spese mai fatte
«Ci hanno addebitato spese mai fatte e il nostro estratto conto è lievitato», hanno raccontato con rabbia i tre, finiti loro malgrado, nel sempre più numeroso esercito dei truffati dalle carte.
Ma questa non è una delle solite beffe: e lo hanno capito ben presto i militari che indagando sono arrivati lontano. In una comunità allargata di truffatori senza volto.
Analizzando le spese fatte con le carte clonate i militari, coordinati dal maresciallo Roberto Merella, si sono infatti trovati davanti una rosa di utilizzatori sparsi in mezza Italia e una «lista della spesa» pressochè infinita: fatta, sia chiaro, affibbiando l'onere dei pagamenti agli incolpevoli proprietari delle carte.
«In pratica qualche sconosciuto è riuscito a prelevare codici e dati delle carte che sono state usate per acquisti e pagamenti in internet», ha spiegato il capitano Alessandro Ciuffolini. Disegnando una carta d'Italia punteggiata di furbetti.
Secondo quanto ricostruito gli sconosciuti ladri di codici hanno ceduto questi ultimi a una lunga lista di truffatori che senza avere materialmente in mano la carta hanno usato gli stessi codici per pagarsi spese e capricci. E anche bollette.
Bollette e biglietti aerei
«Tra i diciotto utilizzatori che abbiamo individuato per il momento molti hanno usato le carte clonate per pagare le utenze dell'Enel via internet» hanno proseguito i carabinieri.
Riportando anche le testimonianze di alcuni denunciati che si sono giustificati dicendo di essere stati avvicinati da uno sconosciuto che si è offerto di saldare per loro le bollette: «Tu devi pagare cento euro? Bene, me ne dai 50 e io ti consegno la regolare ricevuta. Tu risparmi e io guadagno. Che ne dici?».
Ovvio che tutto questo è stato reso possibile dalla disponibilità delle carte clonate sulle quale venivano caricate le bollette. Con conseguente onere per il vero titolare di farsene carico.
Tutto questo ha funzionato perfettamente fino ai giorni scorsi quando la lunga indagine dei carabinieri, che hanno dovuto districarsi tra a una aggrovigliata serie di pagamenti e trasferimenti di denaro, ha permesso di denunciare le prime diciotto persone, per la maggior parte italiani - da Brescia a Palermo passando per altre regioni - ma anche cinesi, rumeni, marocchini, accusati di uso fraudolento di carte di credito.
Truffatori insospettabili
«Un altro aspetto che va sottolineato è che parte delle persone indagate sono cittadini al di sopra di ogni sospetto, spesso anche dotati di una certa disponibilità economica». E forse ingenuamente convinti che una truffa, via internet, sia meno grave di una commessa di persona e con soldi veri.
Nel corso delle indagini i militari poi sono riusciti sono incappati anche in una lunga serie di biglietti aerei e ferroviari comprati con i codici clonati e per i quali stanno cercando di risalire agli utilizzatori.
«Crediamo che la lista dei truffatori possa allungarsi notevolmente. In alcuni casi risalire alle identità non è facile perchè, ad esempio, i biglietti ferroviari, non sono nominativi ma le indagini sono ancora in corso e finora abbiamo accertato truffe per oltre 20mila euro». Soprattutto i carabinieri sono al lavoro per identificare gli autori materiale della clonazione che poi hanno diffuso, probabilmente grazie alla rete internet, i codici.
«Arrivare ai responsabili non è facile ma pensiamo di potere avere nuovi riscontri in breve tempo», conclude il capitano Ciuffolini.
fonte:http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/29530/Maxitruffa_delle_carte_clonate.html









