giovedì 16 ottobre 2008

Boom di tagliandi simili ai gratta e vinci

Il campanello d’allarme suona quando sono allegati a prodotti dal valore dubbio

Boom di tagliandi simili ai gratta e vinci; attenti alle truffe


Simili in tutto e per tutto ai biglietti delle lotterie istantanee non attribuiscono premi in denaro, ma sono solo una fonte di ricchezza per chi li produce. A porre un freno al dilagare del fenomeno è però l’attività di controllo dell’Aams
Roma, - Somigliano molto ai “gratta e vinci” delle lotterie istantanee ma a differenza di questi non assegnano vincite in denaro, ma solo premi poco appetibili e il più delle volte non reclamabili. Tali tagliandi sono del tutto confondibili con i “gratta e vinci” delle lotterie, anche nel nome, ma invece di dare un’opportunità a chi tenta la fortuna servono solo a procacciare denaro a chi li produce ai danni della collettività e dello Stato. Si tratta di un’attività illecita molto redditizia e quasi a costo zero, se si considera che, oltre alla spesa di produzione e distribuzione dei tagliandi, non ve ne sono altre.

Attualmente la legge consente, per la promozione di beni o servizi, di utilizzare anche la tecnica del rinvenimento immediato dei premi mediante abrasione di appositi spazi su tagliandi all’uopo predisposti. Dal 2002 la procedura per promuovere un concorso a premio è diventata più snella, poiché non occorre più ottenere autorizzazioni allo svolgimento, ma basta soltanto inviare una semplice comunicazione di avvio, allegando regolamento e cauzione. Le comunicazioni sono indirizzate al Ministero dello Sviluppo Economico che, a sua volta, le trasmette all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato per il controllo sull’elusione del monopolio statale dei giochi, ai sensi dell’art. 39, comma 13-quater, della legge 24 novembre 2003, n. 326.

Fortunatamente è proprio la rigorosa attività di controllo dell’Aams, che passa letteralmente ai raggi x le domande, a porre un freno al dilagare del fenomeno. Il campanello d’allarme suona quando i tagliandi sono allegati a prodotti dal valore dubbio. In quel caso, viene immediatamente determinata la cessazione del concorso: entro cinque giorni i soggetti interessati devono fermare la produzione, la promozione e la distribuzione dei tagliandi nonché ritirarli dal mercato. Il succitato art. 39, comma 13-quater, della legge 326/2003, prevede, tra l’altro, l’applicazione di sanzioni amministrative e l’arresto fino ad un anno per quei soggetti che proseguono lo svolgimento di concorsi a premio dichiarati cessati. Pene severissime, dunque, che hanno lo scopo di scoraggiare attività di questo tipo, tanto più gravi poiché fanno leva sulla buona fede dei consumatori.

A volte, per aggirare i controlli, i soggetti promotori di concorsi a premio inviano le comunicazioni di avvio abbondantemente dopo l'inizio del concorso, magari anche mesi dopo. Per tutelare meglio i consumatori ed evitare di arrivare tardi a scoprire le truffe, l’Aams si è attivata per studiare modifiche alla normativa che garantiscano un controllo più incisivo e più tempestivo. Il passaggio alla semplice comunicazione e il conseguente annullamento dell’obbligo di ottenere una preventiva autorizzazione, ha, infatti, facilitato l’uso distorto e fraudolento di alcuni concorsi a premio.

Inoltre, grazie anche alla decisiva collaborazione con gli organi di polizia giudiziaria, l’Aams ha posto in essere una significativa attività di contrasto a tale uso fraudolento di concorsi a premio. Sono state attivate azioni di accertamento delle violazioni commesse nei confronti dei vari soggetti coinvolti e ne è conseguita l’applicazione di sanzioni amministrative e la sottoposizione a sequestro dei tagliandi di gioco, nonché la segnalazione all’A.G. delle condotte penalmente rilevanti. I reati contestati sono quelli di svolgimento di lotterie non consentite, di frode in commercio e di truffa ai danni dello Stato.

Ma, oltre alla summenzionata concorrenza sleale posta in essere dai tagliandi di taluni concorsi a premio, le lotterie istantanee si trovano a fronteggiare anche il problema, molto meno preoccupante per la verità, dei “furbetti” che tentano di riscuotere vincite mai conseguite. C’è, infatti, chi prova a correggere i numeri dei biglietti dei “gratta e vinci” con la penna o ad incollare pezzi di biglietti diversi con lo scotch, ma, in questi casi, visti gli efficaci meccanismi di controllo, è quasi impossibile che il trucco vada a buon fine.