domenica 28 dicembre 2008

COLOSSALE NON LA FRODE MA L'IMBECILLITA'.

Rieccoci: il mondo finanziario trema per la truffa ideata da Bernard Madoff. L’ex presidente del Nasdaq a Wall Street è stato arrestato con l'accusa di aver ideato una frode da 50 miliardi di dollari mettendo a segno la più classica delle piramidi finanziarie fasulle (una catena di S. Antonio, nota negli Usa come schema Ponzi): assicurava alti ritorni finanziari a breve ai primi investitori della catena finanziaria e questo grazie non a oculati investimenti, ma solo ai soldi forniti alla cassa dai nuovi investitori.

Inutile aggiungere i dettagli di questa ennesima truffa o l’elenco degli istituti bancari coinvolti nell’inevitabile fase finale: gli ultimi arrivati restano al verde perché non ci sono più fondi in arrivo! Una truffa talmente stupida e imitata da avere ormai emulatori in diversi paesi e su diverse scale. Ovviamente ora Madoff si candida per balzare al primo posto della classifica di questi raggiri.

Vorrei soffermarmi piuttosto sulle cronache, tutte impegnate a evidenziare il colossale ammontare e le «partecipazioni» che vengono a galla un po’ ovunque, ma con evidente insistenza fra gli istituti privati. E già qui, senza essere dei maghi, o degli Sherlock Holmes, si intuisce come questa truffa sia stata messa a segno facendo leva sulla fama del suo ideatore: ex dirigente di Wall Street, alla guida di un fondo di investimenti, settantenne (uno con la classica faccia da «voi la comprereste una macchina da lui?»): cosa c’è di più affidabile sul mercato, visto che ti promette anche strabilianti guadagni sicuramente legati alla sua professionalità? Insomma: solo un imbecille poteva rifiutare simili biglietti da visita!

Oggi gli imbecilli sono quelli che l’hanno accettato, tutti e non solo gli ultimi della lista di coloro che non hanno avuto il coraggio di resistere al richiamo di Madoff. In vetta alla classifica dell’imbecillità dovrebbero poi figurare i nomi di coloro che, dovendo o potendo controllare questi fondi per dare loro un «rating», hanno preferito rispettare presunte segretezze sui «modus operandi» e credere che chi li proponeva fosse al di sopra di ogni sospetto.

Infine, alla luce degli ultimi scandali, nasce anche un terribile sospetto: che l’imbecillità faccia parte del «know how» di certi gnomi della finanza. Solo così si spiegherebbe perché c’è sempre qualcuno che riesce a mettere a segno raggiri, truffe o, comunque, guadagni a quei livelli.

Qualcuno come Madoff, insomma. Il quale, avendo potuto misurare il tasso di imbecillità di certi finanzieri, dev’essersi detto: «È da imbecilli non provarci!». E lo ha fatto.

Autore: Ovidio Biffi ( Fonte: Tio.ch)
fonte:www.finanzainchiaro.it
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