
L'ignaro cliente entra nel taxi in piazza Pio XII e chiede di andare alla stazione Termini. Nessun problema: il tassista aziona il tassametro e la tariffa inizia a correre.
Peccato che gli scatti non sono quelli previsti dalla legge in un normale giorno feriale per la tratta urbana: il cliente, che non si accorge di nulla, è costretto a pagare 1,29 euro a scatto anziché 0,78. Infatti il conducente dell'auto bianca ha applicato la tariffazione extraurbana, quella prevista per i viaggi oltre il raccordo anulare. È questo il trucco più usato per imbrogliare il cliente. L'associazione Pro Natura, proprio per questo motivo, ha denunciato per truffa e interruzione di pubblico servizio una ventina di tassisti romani con tanto di foto che dimostrano il «taroccamento» del tassametro. Le foto, scatatte negli ultimi mesi (le ultime del 16 dicembre), sono state raccolte in un corposo dossier consegnato sotto forma di querela alla Procura di Roma.
Ma le truffe messe in atto dai tassisti romani raccolte nelle testimonianze dei membri dell'associazione non finiscono qui. Alcuni tassisti sarebbero stati scoperti con il piombino di sigillo del tassametro volutamente spostato per coprire l'indicazione della tariffa in vigore. Così l'utente distratto non si accorge quanto sta pagando e si trova a spendere quasi il doppio del dovuto. Per non parlare dei tassisti che si rifiutano di portare i clienti italiani e accettano solo gli stranieri. Prede facili ai quali applicare tariffe a dir poco maggiorate. Anche 50-100 euro per brevi corse. «Questi tassisti - spiega il segretario generale di Pro Natura - giustificano il loro rifiuto di accettare la corsa sostenendo di essere fuori turno o di aspettare un cliente, oppure anche di non essere i primi della fila pur trovandosi nelle postazioni più alte del parcheggio. I turisti stranieri sono persino oggetto di contrattazioni tra questi tassisti disonesti per poterli adescare». Più volte è stato richiesto l'intervento dei vigili urbani che hanno redatto numerosi verbali, ma che spesso hanno anche dovuto assistere alla fuga repentina dei tassisti.
Le zone principali registrate dal personale dell'associazione sono, oltre a piazza Pio XII, anche piazza San Pietro, la stazione Termini e le vie limitrofe (via Giolitti e via Marsala). Tra le segnalazioni e le denunce fatte ai vigili urbani ci sono anche quelle di due turiste americane e di una tedesca che hanno preso il taxi di notte e si sono trovate a pagare più di 50 euro per una breve corsa in città. Per non parlare dei tragitti verso gli aeroporti, da sempre l'occasione ideale per truffare gli stranieri. A fronte della maggioranza dei tassisti che applica le regolari tariffe fisse per una corsa all'interno delle Mura Aureliane (30 euro Ciampino, 40 Fiumicino), ci sono alcune segnalazioni di clienti stranieri che si sono resi conto di essere stati imbrogliati. Ma ormai il taxi era già ripartito e quindi la denuncia è caduta nel vuoto.
Proprio in merito ai raggiri degli aeroporti, lamentati nei giorni prefestivi da alcuni clienti, è intervenuto il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo il quale non si è sottratto al problema e ha annunciato che in tutti questi casi bisogna intervenire con «pesanti sanzioni fino alla sospensione o al ritiro della autorizzazione amministrativa», invitando al tempo stesso i cittadini e i turisti che dovessero riscontrare gli estremi del raggiro «a prendere nota del numero della licenza del taxi e denunciare il comportamento illecito al Comune».
fonte:iltempo.ilsole24ore.com

