lunedì 5 gennaio 2009

Smascherati due truffatori, si fingevano figli di Montezemolo


Processati, sono ora liberi


Napoli, 5 gen. (Adnkronos) - Spacciandosi per i figli del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, due fratelli napoletani sono riusciti a mettere a segno truffe in Usa, Australia e in mezza Europa. I guai per Luca e Danilo Rippa, di 22 e 28 anni, sono arrivati a Barcellona, dove, dopo essere riusciti a 'gabbare' una quindicina di persone, i due fratelli sono stati fermati dai Mossos d'Esquadra, la polizia catalana. La vicenda, raccontata dal ''Periodico di Catalunya'', e' poi finita 'bene' per i due italiani, che sono stati rimessi in liberta' dopo il processo per direttissima. Secondo El Periodico, sarebbero gia' riusciti a tornare nella loro Napoli. Su di loro sono pendenti una quindicina di denunce.

Pizzicati a Barcellona dopo aver 'lavorato' in Usa, Australia e in mezza Europa. Il presidente della Ferrari: ''Peccato che abbiano usato il loro talento per le truffe, avrebbero avuto un avvenire assicurato nel cinema''


''Se non ne ho saputo niente per quattro anni, significa che sono davvero dei fenomeni. Peccato che abbiano usato il loro talento per le truffe. Avrebbero avuto un avvenire assicurato nel mondo del cinema'', ha detto il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo (nella foto), nell'edizione delle 20 del Tg5, commentando la vicenda.

La tecnica usata per mettere a segno i colpi era sempre la stessa: i Rippa, aria da bravi ragazzi e comportamento da gran signori, si presentavano alle loro vittime con giacconi targati 'Ferrari' e capi d'alta moda, poi risultati rigosoramente 'tarocchi', e raccontando di essere stati derubati e di trovarsi in difficoltà, le convincevano a prestare loro denaro per decine di migliaia di euro.

Secondo la ricostruzione della polizia catalana, riportata da El Periodico, i due fratelli avevano cominciato a tentare le loro truffe in giro per il mondo almeno dal novembre del 2004, tanto che, dopo una serie di denunce in New Haven, in Connecticut, e in California, erano finiti anche nel mirino dell'Fbi. A Barcellona i Rippa erano arrivati a ottobre e, preso in affitto un appartamento a Castelldefels, si erano dati da fare per scoprire le loro possibili vittime.

Ma è stata proprio una delle loro vittime a incastrarli: la donna ha aperto un forum in internet, raccogliendo altre segnalazioni di truffati. Partite le indagini, poi, i Mossos d'Esquadra sono riusciti a ottenere una foto in cui si vedeva Luca, il più piccolo dei due fratelli considerato però dagli investigatori il più abile come truffatore, scortare al bancomat uno dei suoi 'benefattori'. Ed è stato proprio grazie a quella foto che i due fratelli sono finiti in manette.

Durante le indagini i Mossos d'Esquadra hanno identificato l'uomo che forniva le giacche falsificate che i Rippa consegnavano alle loro vittime come prova della loro buona volontà.

Un argentino residente a Barcellona, che parla anche italiano, ha raccontato al ''Periodico di Catalunya'' che ha prestato ai due Rippa 2700 euro. Il suo racconto è identico a quello di Pablo, pubblicista valenziano, che i Rippa hanno truffato per 3mila euro. "Pensavo di restituirgliele le giacche. Non avevo nessuna idea di quanto potevano valere però per me faceva lo stesso. Il tipo stava realmente molto angosciato e io gli ho creduto", ha spiegato. "Io non ho dubitato in nessun momento della sua storia. Per questo l'ho aiutato. Alla fine di tutto, oltre a perdere il denaro, quello che rimpiango è il fatto che sono stato poco abile, il poco criterio che ho avuto nel credere a tutto quello che mi ha raccontato".

fonte:adnkronos.com