mercoledì 4 marzo 2009

Maxi truffa via internet, cento denunce


QUATTRO PERSONE NEI GUAI: VENDEVANO MERCE SUL WEB, MA NON LA CONSEGNAVANO


La Guardia di Finanza di Treviso oscura il sito «italianaimportazione.net» relativo a pezzi di ricambio per pc ed altro materiale informatico
 
Un centinaio le persone truffate, quattro uomini denunciati, chiuso un sito internet. E’ questo il bilancio di un’indagine della Guardia di Finanza di Treviso. Da mesi, gli uomini del Nucleo speciale frodi telematiche sta raccogliendo querele di persone raggirate che arrivano quotidianamente da tutta la Regione. L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Barbara Sabattini.
Tutto è cominciato con la segnalazione raccolta dal comando della Guardia di Finanza di Oderzo da parte di un uomo che, dopo aver ordinato e pagato via internet pezzi di ricambio per computer, non ha mai visto recapitare a casa la merce. Partite le indagini, si è così scoperto che il trevigiano non era l’unico ad essere stato truffato, ma che decine di persone si trovavano nella sua stessa situazione: aspettavano inutilmente merce che avevano pagato. Tutti si erano fidati di acquistare materiale informatico e altri oggetti elettronici tramite il sito www.italianaimportazione.net .
Sito ora oscurato, sottoposto a sequestro preventivo da parte della magistratura trevigiana, come si legge chiaramente cliccando in internet.
Il lavoro degli uomini della Tenenza di Oderzo non è stato facile. Hanno dovuto sia ricostruire il filo degli acquisti fatti on-line, sia raccogliere le denunce dei clienti raggirati che, nel frattempo, hanno cominciato a piovere su Treviso, non solo dal Veneto, ma da tutto Italia. Al momento ne sono state raccolte un centinaio. Un numero che indica come questa sia la più grossa truffa informatica scoperta a Treviso dalle Fiamme Gialle. E ogni giorno ne arrivano di nuove.
Per questo, i militari di Oderzo sono stati affiancati dai colleghi specializzati in frodi telematiche, il nucleo della Finanza conosciuto come Gat, che hanno investigato lavorando direttamente all’interno della rete telematica. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Barbara Sabattini hanno così fatto emergere una vera e propria organizzazione di truffatori con ramificazioni in tutta Italia.
Per il momento, sono state identificate quattro persone e sarebbero gli ideatori del maxi raggiro. Ancora da quantificare invece la cifra che il gruppo sarebbe riuscito ad accumulare in questi mesi, mentre appare certa la circostanza che il numero delle persone denunciate, nelle prossime settimane, sia destinato a salire.
Secondo una prima ricostruzione (ma l’indagine è ancora coperta dal massimo riserbo) il sito italianaimportazione era uno dei tanti che l’organizzazione aveva aperto per mettere a segno le truffe. Il sistema escogitato, su cui ora stanno indagando gli investigatori, aveva consentito ai responsabile di agire indisturbati per diverso tempo. Anche questo sito avrebbe dovuto fare la fine di tutti gli altri: chiudere prima che i clienti si rendessero conto che, dietro quelle offerte vantaggiose, c’erano solo truffatori. Qualcosa questa volta è però andato storto e a metterci i sigilli è stata la magistratura.
Al posto del sito di italianaimportazioni c’è ora l’appello rivolto ai clienti da parte delle forze dell’ordine: «Chiunque fosse in possesso di informazioni relative ad acquisti non andati a buon fine è pregato di inviare un’email a anche.io@gat.gdf.it».
fonte:espresso.repubblica.it