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lunedì 20 dicembre 2010

Truffa online su conto corrente con falsa mail (phishing): banca deve risarcire cliente

Importante decisione in materia di liti finanziarie: anche la banca è responsabile nel caso di truffa telematica al cliente. Deve predisporre adeguare misure di sicurezza e informazione. Il caso di un consumatore di Parma.

Banche responsabili nel caso di truffe online. Così si è pronunciato l’Arbitro bancario finanziario, l’organismo indipendente che si occupa (in modo rapido ed economico rispetto al ricorso davanti al giudice) delle controversie fra banche e clienti nell’ambito di operazioni economiche e finanziarie. La lite fra un cittadino e un intermediario finanziario intorno a un caso di pirateria informatica si è conclusa con una decisione di doppia
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mercoledì 26 novembre 2008

La truffa online più forte della crisi

Conti e carte di credito nel mirino: un giro da 6 miliardi

Mentre i mercati mondiali tremano, l’economia sul web non se la passa affatto male. Soprattutto quella illecita. Secondo il rapporto Internet Underground Economy, pubblicato lunedì dall’azienda americana Symantec, i volumi delle frodi online sono cresciuti fino a raggiungere livelli stratosferici: quasi sei miliardi di euro, impilati grazie alla compravendita di prodotti «particolari», come i numeri delle carte di credito e i dati di conti correnti bancari soffiati agli utenti del web.

Per un anno, dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008, la software house californiana (specializzata in programmi antivirus e gestione della sicurezza online) ha ficcato il naso nei luoghi segreti della cosiddetta «economia underground» della Rete: chat nascoste, forum di discussione privati e sottoboschi vari. Dentro, ci ha trovato un po’ di tutto: quasi 70 mila «inserzionisti» e oltre 44 milioni di messaggi relativi a informazioni sensibili di utenti e istituti bancari. La parte del leone la fanno i numeri delle carte di credito: il 31% delle offerte nel mercato oscuro di Internet riguarda loro. Al secondo posto seguono le informazioni bancarie, con il 20%. L’azienda ha anche stimato un valore complessivo delle frodi online e dei raggiri finanziari: 5,3 miliardi di dollari (4,1 miliardi di euro) per le carte di credito e 1,7 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) per i dati bancari.

Hacker, pirati finanziari e web-criminali hanno dimostrato di possedere una fantasia che non conosce confini. Solo pochi giorni fa, il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza ha lanciato l’allarme su una nuovo sistema fraudolento che sfrutta lo spirito umanitario dei cittadini: si chiama «parceling» e si basa su messaggi che convincono l’utente a ritirare e consegnare dei pacchi, per partecipare a campagne di beneficenza. In realtà, i pacchi contengono prodotti di alto valore, rubati e bisognosi di ricettazione.

Nell’epoca in cui Internet è ormai un unico grande sistema di comunicazione globale, le attività criminose si sviluppano in un modello perfettamente funzionale, in grado di rinnovarsi continuamente, dove stanno formandosi vere e proprie professionalità specializzate. C’è chi si occupa di carte di credito, chi di dati finanziari, chi di e-commerce e chi inizia a sperimentare qualche truffa su Facebook. Le menti criminali più vivaci arrivano dalla Russia e dall’Est Europa, mentre i server utilizzati per le compravendite sono in gran parte negli Stati Uniti e cambiano da un giorno all’altro. 

Anche la crisi finanziaria riesce a metterci lo zampino, almeno dal punto di vista psicologico. Secondo i laboratori di ricerca antivirus PandaLabs, i messaggi utilizzati per scardinare le difese degli utenti vanno sempre più spesso a toccare corde rese sensibili dalla tempesta economica globale: promesse di guadagni rapidissimi, ingenti rimborsi o addirittura fittizie proposte di lavoro. Un canto di sirene quasi irresistibile per chi da un giorno all’altro si è trovato impoverito dai capitomboli delle borse o è stato messo sulla strada a causa della recessione.

LE REGOLE D'ORO
1 Antivirus
Procurarsi un anti-virus e usare un filtro antispam e un software di sicurezza che controlli il pc mentre si naviga.
2 Password
Evitare di conservarle sul proprio computer. Quando si accede al proprio conto su un computer pubblico non usare le password in presenza di altri
3 Estratti conto
Controllare per vedere se ci sono transazioni strane. 

LUCA CASTELLI
fonte:lastampa.it
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giovedì 20 novembre 2008

SALERNO, CONDANNATO DON SANTORO. DIOCESI IN CRISI


Da un lato c´è una sentenza di condanna per truffa aggravata a un anno e quattro mesi di reclusione. Dall´altro c´è la perdita dell´incarico di parroco alla chiesa di Sant´Eustacchio Martire a Brigano. Per don Generoso Santoro, l´ex presidente del-l´Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero, quella di ieri è stata una giornata buia. E´ stato condannato dalla prima sezione del Tribunale di Salerno. Ma il suo legale di fiducia, l´avvocato Maurizio Colucci, è già pronto a ricorrere in appello, mentre l´istituto, costituitosi parte civile con l´avvocato Roberto Russo, intenterà una seconda causa in sede civile per ottenere un risarcimento danni pari a 550mila euro. Ieri mattina, il pubblico ministero Rocco Alfano aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione per il sacerdote. Nel pomeriggio, dopo una camera di consiglio di oltre tre ore, il giudice Elisabetta Boccassini ha accolto pienamente la tesi accusatoria, secondo cui il sacerdote avrebbe «indotto, con raggiri ed artifizi, Alba Sparano a stipulare tre contratti di mutuo del valore di 910 milioni di vecchie lire con l´istituto, quando l´istituto stesso era all´oscuro di tutto». L´importo sarebbe stato versato su un conto corrente bancario — aperto presso la banca Intesa di Salerno — intestato al sacerdote e a sua sorella. Oltre a don Generoso, è stato condannato a un anno e due mesi anche Roberto Sarti, intermediatore finanziario che avrebbe consentito materialmente lo svolgimento delle operazioni economiche. Don Generoso dovrà pagare anche una multa di 400 euro, oltre alle spese processuali, liquidate per l´Istituto di sostentamento del clero in 4mila euro. Si conclude così il processo di primo grado che ha scosso per primo la curia salernitana, quando le indagini su presunti affari illeciti della diocesi (che hanno portato al sequestro dell´Angellara Home e alla notifica di vari avvisi di garanzia che hanno raggiunto anche il vescovo Gerardo Pierro) erano ancora secretate nelle stanze della procura di Salerno. Un processo, quello che ha coinvolto don Generoso Santoro, in cui si sono alternati sul banco dei testimoni sacerdoti e laici. E in cui non sono mancati colpi di scena. Come l´iscrizione nel registro degli indagati di Alba Sparano, colei che ha dato il via all´inchiesta penale dopo aver notificato un decreto di ingiunzione all´ente ecclesiale e adesso indagata per falsa testimonianza. Oppure come le dimissioni del primo difensore del sacerdote, l´avvocato napoletano Rita Punzo, che a giugno scorso accusò l´arcivescovo Pierro di aver minacciato il proprio assistito di sospensione a divinis se avesse portato sul banco dei testimoni. Da meno di un mese, don Generoso si è anche visto revocare anche l´incarico di parroco della chiesa di S. Eustacchio, dove si era ritirato dopo la sua esperienza all´istituto. E´stato sostituito da don Flavio Manzo. Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno
fonte:www.positanonews.it Continua...