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sabato 2 marzo 2013

Attenti Alla Truffa Della Falsa Polizia Postale Che Chiede 100 Euro Per Sbloccare Il Pc


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Torna d'attualità la truffa della Polizia postale che chiede 100 € per sbloccare il sistema del computer. L'avevamo già segnalata tempo fa ma adesso c'è una novità.
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mercoledì 13 febbraio 2013

Truffa su subito.it



Ciao a tutti. 
Voglio raccontare la mia esperianza per evitare che qualcuno venga fregato dalla stessa persona.
Avevo messo un annuncio su subito.it che cercavo un tablet, vengo contattato da questa persona e gli ci mettiamo d'accordo sul prezzo; a questo punto io gli dico ok allora dammi un numero di telefono e una foto dei documenti sia suo

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venerdì 1 febbraio 2013

Le assicurazioni stipulate al Nord finivano poi in Campania

Un meccanismo ben oliato, che andava avanti da mesi. Assicurazioni per auto stipulate con falsi documenti in varie agenzie del nord Italia - Parma inclusa - ma di questi veicoli al Nord neppure l’ombra. Perché le polizze finivano direttamente a ditte e persone residenti al sud. Il vantaggio?



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venerdì 9 novembre 2012

Truffa dei negozi Compro oro,Bilance taroccate.


Primo dicembre 2011. Il Giornale pubblicava un'inchiesta dal titolo, «Boom di negozi compro oro, attenti alle truffe», e poi: «Negli ultimi 5 anni i compro oro sono raddoppiati.
Un business che spesso nasconde attività illecite». 
Ieri - a un anno di distanza da quel reportage - è arrivata la conferma di come la connotazione criminale del fenomeno abbia dimensioni davvero enormi: nel corso di un blitz che ha toccato 11 regioni, le Fiamme gialle hanno infatti perquisito 259 negozi compro oro sequestrando beni per 163 milioni e denunciato 118 persone. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale. L'operazione, coordinata dalle procure della repubblica di Arezzo e Napoli, ha un nome che è tutto un programma, Fort Knox.
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giovedì 1 novembre 2012

Bancomat, trappola del «cash trapping» i carabinieri scoprono una nuova truffa



ROMA - Si chiama «cash trapping» ed è la nuova frontiera del furto mediante la manomissione degli sportelli bancomat e postamat. Il fenomeno è stato scoperto per la prima volta a Roma dai Carabinieri che hanno anche arrestato tre persone.
Il «cash trapping» sfrutta una tecnica elementare ma subdola, perché non mostra alcuna alterazione visibile della struttura dello sportello. Si tratta, infatti, dell'inserimento di una forcella metallica appositamente costruita nello sportellino di fuoriuscita delle banconote.

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mercoledì 22 febbraio 2012

CON FALSE IDENTITA' TRUFFAVA IN INTERNET

Usava falsi profili web per ricattare 20enne: arrestato

Ieri sera, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Sorrento”, hanno arrestato un 27enne di Piano di Sorrento, in quanto responsabile dei reati di atti persecutori, tentata violenza privata, violenza sessuale e sostituzione di persona ai danni di una sua concittadina 20enne.

Nei giorni scorsi, la donna si era recata presso il Commissariato di Sorrento ed aveva sporto denuncia a carico di un uomo di cui non conosceva l’identità, con il quale aveva intrattenuto per alcuni mesi una relazione online sviluppata, anche intimamente, attraverso l’utilizzo di una webcam. L’uomo era però noto alla denunciante solo con il nome utilizzato sul profilo web, successivamente risultato di fantasia e attraverso le
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mercoledì 1 febbraio 2012

I camion della truffa



Aziende ancora nel mirino dei truffatori, questa volta travestiti da autotrasportatori. La gang di emuli di Totò è stata sgominata dai Carabinieri di San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, che non a caso hanno battezzato l'operazione “Totò truffa 62”, richiamandosi a un film del comico partenopeo.
Il meccanismo, come spesso accade in questo genere di reati, è semplice e al tempo stesso
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venerdì 30 dicembre 2011

Unicredit sotto attacco

Clienti  «Occhio alle truffe via e-mail»

La banca avvisa i correntisti: numerosi tentativi di «phishing» per rubare i dati di accesso ai conti Chi cade nel tranello deve cambiare i codici pin: bisogna telefonare o andare di persona in filiale
      di Fabio Poloni
      Clienti di Unicredit nel mirino dei truffatori. In questi giorni, come stanno comunicando le filiali trevigiane ai propri correntisti, sono state inviate e-mail definite «sospette» ai clienti della Banca.
      E’ il classico tentativo di phishing, ovvero una richiesta di dati che sembra arrivare dalla stessa banca - ma non lo è - per tentare di “rubare” i codici di accesso dei conti on-line. Un attacco massiccio, che ha preso di mira una delle banche col più alto numero di clienti nella Marca.
      In questo caso specifico si tratta di e-mail, apparentemente inviate da Unicredit e con e la firma fasulla del «Dott. Frederik Geertman», in cui viene chiesto di fornire dati personali o codici della carta di credito attraverso il collegamento a un sito internet creato ad arte per trarre in inganno l’utente.
      La mail-truffa fa riferimento a un presunto «blocco del conto a causa di attività anomala», e chiede di complire il modulo collegato per riattivare l’operatività. Attenzione, puntualizza la banca: è tutto falso, e rischiosissimo.
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      domenica 2 ottobre 2011

      HYIP: INVESTIMENTI AFFIDABILI O TRUFFA?



      Hyip è l'acronimo per High-yield investment program che in italiano può essere tradotto in programma di investimento ad alto rendimento. Forse avrai già sentito il termine e forse le hyip ti sono state presentate come un metodo sicuro e proficuo per guadagnare, ad alto rendimento appunto.

      Questi siti propongono dei programmi di investimento con interessi
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      martedì 27 settembre 2011

      Un cd per accedere ai finanziamenti europei, ma è una truffa



      LUCCA, 26 settembre - La crisi incalza e sempre nuove e più ingegnose truffe vengono ordite da chi è sempre pronto ad approfittarsi del prossimo. Stavolta ad entrare nel mirino di persone senza scrupoli sono fondi europei, chimera di cui molti parlano come panacea di
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      martedì 23 agosto 2011

      Truffa: vendevano immobili a prezzo gonfiato, 14 denunciati

      Le indagini della Guardia di finanza. Un giro di denaro di oltre 4 milioni

      Truffa: vendevano immobili a prezzo gonfiato, 14 denunciati L'Aquila, 22 ago 2011 - Avevano messo su un'organizzazione apparentemente perfetta per truffare società di leasing, intascando 4,2milioni di euro. Ma sono stati scoperti dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dell'Aquila e denunciati.
      La denuncia riguarda 14 persone, tutte abruzzesi, alle quali è stata contestata l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'esercizio abusivo dell'attività finanziaria, al falso materiale, all'interposizione fittizia e al riciclaggio. Un vero e proprio sodalizio criminale che utilizzava i soldi guadagnati in questo modo per fare prestiti a tassi elevatissimi.
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      martedì 12 aprile 2011

      Nuova truffa online : Twilight e Facebook

      Nuovo attacco via Facebook, stavolta “dedicato” agli appassionati della saga di Twilight. Ormai, quello delle truffe via social network sta diventando uno dei settori più remunerativi per cracker e scammer di tutto il mondo e, se siete fan di Twilight, state attenti: potrebbe arrivarvi via FB un invito a giocare online a Twilight Breaking Dawn: si tratta di una truffa
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      mercoledì 16 marzo 2011

      Giappone, scoperto sito truffa sulle donazioni

      La tragedia del Giappone è stata strumentalizzata dagli hacker. In seguito al disastro ambientale, provocato dal terremoto che si è abbattuto sulla penisola asiatica pochi giorni fa, il sito japan.com si è finto un fondo di beneficenza volto ad aiutare il popolo terremotato.


      In apparenza il sito sembra una pagina web, creata a seguito dell’emergenza causata dal sisma, che consente di inviare donazioni al popolo giapponese. In realtà all’occhio più esperto non è sfuggita la maxi -truffa: la Trend Micro, una società specializzata in sistema anti virus, ha smascherato il sito e lo ha annoverato tra le manovre anti phishing.
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      martedì 8 giugno 2010

      Finge di essere la nuova postina: ruba 30mila euro in contanti ad 80enne

      Stella. Ha detto di essere la nuova postina e di avere la necessità di controllare le banconote da 50 euro per verificare se fossero ancora valide. Con questa scusa una donna, nella giornata di ieri, a Stella, è riuscita ad introdursi in casa di un ultraottantenne e a portargli via oltre 30 mila euro in contanti. L’uomo infatti si è fidato delle parole della finta impiegata delle poste e le ha permesso di entrare in casa.

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      mercoledì 18 febbraio 2009

      Ancora truffe dei call center


      Sta accadendo, ora mai da tempo, il proliferare di querele e denuncie alle forze dell’ordine in merito a cambi non voluti di gestori telefonici. Gente che dall’oggi al domani si ritrova senza telefono di casa e connessione ad internet.

      I gestori telefonici, interrogati dai clienti sul perché del malfunzionamento, rispondevano che non era loro la colpa e che non potevano fare niente in quanto non si trattava di un guasto ma di problemi tecnici legati al cambio dall’attuale ad un nuovo gestore telefonico.

      Insomma, i consumatori erano diventati clienti di un altro operatore telefonico e non ne sapevano nulla. Richiedendo informazioni a chi dovessero pagare la nuova bolletta, si è riusciti a capire come tutto questo è stato possibile.

      Tutti questi malcapitati erano stati contattati dai Call Center di una nota azienda di telefonia chiedendo se interessati ad un nuovo piano tariffario e al conseguente cambio dell’operatore telefonico. La telefonata finiva sempre con un accordo verbale in cui l’operatore inviava al “possibile” cliente un contratto con spiegato nel dettaglio, i costi del servizio, e se la cosa poteva interessargli bastava rispedire in dietro il contratto firmato, altrimenti nulla di fatto.

      E’ qui che avviene la truffa. L’operatore che telefona, percepisce una provvigione sui contratti che riesce a vendere. Anche se il cliente non lo sapeva, affermando la sua volontà a ricevere tale contratto non ancora firmato, l’operatore truffaldino vi ha automaticamente attivato il servizio con tutti i problemi enunciati sopra.

      Richiedendo subito la disattivazione al nuovo gestore telefonico e richiedendo il riallacciamento al vecchio operatore ecco l’ulteriore beffa. Dovete sostenere le spese per riattivare la linea che si aggira su un centinaio d’euro.

      Per non spender nulla, nel caso siate uno di questi sfortunati, vi consiglio di:

      Andare a far denuncia
      Contattare un avvocato
      Anche se contattare un legale vi può suonar cosa esagerata vi faccio notare che comportandosi così, molti di voi ritireranno la denuncia perché l’azienda col Call-Center “delinquente” ha ripagato tutto lei, compreso le spese per il riallacciamento.

      Cosa accade all’operatore del call center? Nella maggior parte dei casi nulla in quanto essendo la natura del loro contratto di breve durata una volta prese le provvigioni dai contratti “venduti” spariscono. L’operatore telefonico potrebbe facilmente rintracciare le persone responsabili della truffa ma preferendo non passare per vie legali mettendo in gioco la propria reputazione dando l’impressione di assumere gente poco onesta preferiscono tenere tutto e tutti allo scuro facendo tutti contenti: l’operatore truffaldino, il cliente truffato e il vecchio operatore telefonico.
      fonte:www.sismi.info Continua...

      mercoledì 26 novembre 2008

      La truffa online più forte della crisi

      Conti e carte di credito nel mirino: un giro da 6 miliardi

      Mentre i mercati mondiali tremano, l’economia sul web non se la passa affatto male. Soprattutto quella illecita. Secondo il rapporto Internet Underground Economy, pubblicato lunedì dall’azienda americana Symantec, i volumi delle frodi online sono cresciuti fino a raggiungere livelli stratosferici: quasi sei miliardi di euro, impilati grazie alla compravendita di prodotti «particolari», come i numeri delle carte di credito e i dati di conti correnti bancari soffiati agli utenti del web.

      Per un anno, dal 1° luglio 2007 al 30 giugno 2008, la software house californiana (specializzata in programmi antivirus e gestione della sicurezza online) ha ficcato il naso nei luoghi segreti della cosiddetta «economia underground» della Rete: chat nascoste, forum di discussione privati e sottoboschi vari. Dentro, ci ha trovato un po’ di tutto: quasi 70 mila «inserzionisti» e oltre 44 milioni di messaggi relativi a informazioni sensibili di utenti e istituti bancari. La parte del leone la fanno i numeri delle carte di credito: il 31% delle offerte nel mercato oscuro di Internet riguarda loro. Al secondo posto seguono le informazioni bancarie, con il 20%. L’azienda ha anche stimato un valore complessivo delle frodi online e dei raggiri finanziari: 5,3 miliardi di dollari (4,1 miliardi di euro) per le carte di credito e 1,7 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro) per i dati bancari.

      Hacker, pirati finanziari e web-criminali hanno dimostrato di possedere una fantasia che non conosce confini. Solo pochi giorni fa, il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza ha lanciato l’allarme su una nuovo sistema fraudolento che sfrutta lo spirito umanitario dei cittadini: si chiama «parceling» e si basa su messaggi che convincono l’utente a ritirare e consegnare dei pacchi, per partecipare a campagne di beneficenza. In realtà, i pacchi contengono prodotti di alto valore, rubati e bisognosi di ricettazione.

      Nell’epoca in cui Internet è ormai un unico grande sistema di comunicazione globale, le attività criminose si sviluppano in un modello perfettamente funzionale, in grado di rinnovarsi continuamente, dove stanno formandosi vere e proprie professionalità specializzate. C’è chi si occupa di carte di credito, chi di dati finanziari, chi di e-commerce e chi inizia a sperimentare qualche truffa su Facebook. Le menti criminali più vivaci arrivano dalla Russia e dall’Est Europa, mentre i server utilizzati per le compravendite sono in gran parte negli Stati Uniti e cambiano da un giorno all’altro. 

      Anche la crisi finanziaria riesce a metterci lo zampino, almeno dal punto di vista psicologico. Secondo i laboratori di ricerca antivirus PandaLabs, i messaggi utilizzati per scardinare le difese degli utenti vanno sempre più spesso a toccare corde rese sensibili dalla tempesta economica globale: promesse di guadagni rapidissimi, ingenti rimborsi o addirittura fittizie proposte di lavoro. Un canto di sirene quasi irresistibile per chi da un giorno all’altro si è trovato impoverito dai capitomboli delle borse o è stato messo sulla strada a causa della recessione.

      LE REGOLE D'ORO
      1 Antivirus
      Procurarsi un anti-virus e usare un filtro antispam e un software di sicurezza che controlli il pc mentre si naviga.
      2 Password
      Evitare di conservarle sul proprio computer. Quando si accede al proprio conto su un computer pubblico non usare le password in presenza di altri
      3 Estratti conto
      Controllare per vedere se ci sono transazioni strane. 

      LUCA CASTELLI
      fonte:lastampa.it
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      giovedì 20 novembre 2008

      SALERNO, CONDANNATO DON SANTORO. DIOCESI IN CRISI


      Da un lato c´è una sentenza di condanna per truffa aggravata a un anno e quattro mesi di reclusione. Dall´altro c´è la perdita dell´incarico di parroco alla chiesa di Sant´Eustacchio Martire a Brigano. Per don Generoso Santoro, l´ex presidente del-l´Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero, quella di ieri è stata una giornata buia. E´ stato condannato dalla prima sezione del Tribunale di Salerno. Ma il suo legale di fiducia, l´avvocato Maurizio Colucci, è già pronto a ricorrere in appello, mentre l´istituto, costituitosi parte civile con l´avvocato Roberto Russo, intenterà una seconda causa in sede civile per ottenere un risarcimento danni pari a 550mila euro. Ieri mattina, il pubblico ministero Rocco Alfano aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione per il sacerdote. Nel pomeriggio, dopo una camera di consiglio di oltre tre ore, il giudice Elisabetta Boccassini ha accolto pienamente la tesi accusatoria, secondo cui il sacerdote avrebbe «indotto, con raggiri ed artifizi, Alba Sparano a stipulare tre contratti di mutuo del valore di 910 milioni di vecchie lire con l´istituto, quando l´istituto stesso era all´oscuro di tutto». L´importo sarebbe stato versato su un conto corrente bancario — aperto presso la banca Intesa di Salerno — intestato al sacerdote e a sua sorella. Oltre a don Generoso, è stato condannato a un anno e due mesi anche Roberto Sarti, intermediatore finanziario che avrebbe consentito materialmente lo svolgimento delle operazioni economiche. Don Generoso dovrà pagare anche una multa di 400 euro, oltre alle spese processuali, liquidate per l´Istituto di sostentamento del clero in 4mila euro. Si conclude così il processo di primo grado che ha scosso per primo la curia salernitana, quando le indagini su presunti affari illeciti della diocesi (che hanno portato al sequestro dell´Angellara Home e alla notifica di vari avvisi di garanzia che hanno raggiunto anche il vescovo Gerardo Pierro) erano ancora secretate nelle stanze della procura di Salerno. Un processo, quello che ha coinvolto don Generoso Santoro, in cui si sono alternati sul banco dei testimoni sacerdoti e laici. E in cui non sono mancati colpi di scena. Come l´iscrizione nel registro degli indagati di Alba Sparano, colei che ha dato il via all´inchiesta penale dopo aver notificato un decreto di ingiunzione all´ente ecclesiale e adesso indagata per falsa testimonianza. Oppure come le dimissioni del primo difensore del sacerdote, l´avvocato napoletano Rita Punzo, che a giugno scorso accusò l´arcivescovo Pierro di aver minacciato il proprio assistito di sospensione a divinis se avesse portato sul banco dei testimoni. Da meno di un mese, don Generoso si è anche visto revocare anche l´incarico di parroco della chiesa di S. Eustacchio, dove si era ritirato dopo la sua esperienza all´istituto. E´stato sostituito da don Flavio Manzo. Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno
      fonte:www.positanonews.it Continua...