martedì 12 aprile 2011
Nuova truffa online : Twilight e Facebook
Continua...
venerdì 28 novembre 2008
Pericolo Facebook
Si sa: l’ingegneria sociale, ai tempi di Facebook e MySpace, si basa sulla fiducia. Mentre chatti, o condividi una foto, lo fai perché sei certo che dall’altra parte ci sia una certa persona. Beh, potrebbe anche non essere così. Impossibile? Non ti è mai capitato? Meglio così. Purtroppo, però, non si può escludere al 100 per cento: leggere per credere.
Ecco come si cambia identità in quattro mosse.
Prima mossa: mi iscrivo su MySpace con un profilo inventato (per esempio, faccio finta di essere Gino Lippi) e cerco di fare amicizia con una dozzina di estranei. Ipotizziamo che la metà accettino. A questo punto vado a vedere i loro contatti e prendo nota dei nomi.
Seconda mossa: mi iscrivo su Facebook (sempre come Gino Lippi) e mi metto a caccia di quelle sei persone che ho intercettato su MySpace. Ammettiamo di trovarne solo quattro. Chiedo di diventare loro amico: naturalmente mi accettano perché mi conoscono già.
Terza mossa: tra i contatti dei miei amici faccio un confronto tra chi è presenta su MySpace ma non su Facebook. Quindi costruisco io il loro profilo su Facebook (adesso, per esempio, mi chiamo Attila Renzetti), utilizzando le caratteristiche e le foto che ho “rubato” su MySpace. Il profilo è falso (perché il vero Attila Renzetti non è su Facebook) ma assolutamente credibile perché costruito con informazioni vere. Non mi resta che contattare tutti gli amici di Attila Renzetti. E il gioco è fatto. E sai qual è la cosa davvero incredibile? Nel corso di tutte queste operazioni, arriveranno delle vittime volontarie: cioè alcuni che, credendomi Attila Renzetti, mi chiederanno di diventare… loro “amico”!
Quarta mossa: a questo punto ho finti amici ai quali posso chiedere quelle cose che, nella realtà, si chiedono solo agli amici veri. “Ciao, sono in Tailandia, in vacanza, mi hanno appena rapinato… Mi mandi 500 euro per tornare a casa?”. “Vedo che andrai a sciare per le vacanze di Natale! Mi ricordi il tuo indirizzo che ti mando una cartolina?”. E così via.
Questo piccolo vademecum, che mette in guardia dalle amicizie facili dei social network, è opera di Mike Elgan che, nel suo blog ComputerWorld, racconta anche la storia di questo esperimento. E di un tentativo di truffa da lui stesso subito. Un giorno Mike, durante le sue ricerche sui raggiri 2.0, riceve una proposta di amicizia da una ragazza indonesiana molto carina. Capisce subito che si tratta di un profilo finto perché tra i suoi contatti ci sono solo uomini (tra l’altro tutti più o meno della sua età) ma, nelle foto, molte delle quali tagliate in modo un po’ sospetto, la bella indonesiana è sempre in compagnia femminile. Probabilmente dietro questa falsa identità c’è qualcuno (“qualcuno” perché, statisticamente, è più probabile che sia un uomo) che sta cercando di costruire fiducia intorno sul profilo della ragazza. E, molto probabilmente, le sue intenzioni non sono per niente buone!
La bella ragazza che chiede aiuto (e denaro) al suono “amico” che si trova dall’altra parte del mondo è già un classico su Facebook. Ma c’è di peggio: sono sempre di più, infatti, le indagini della polizia che mettono nel mirino uomini di mezza età che utilizzano false identità (e quindi anche false immagini) per avvicinare ragazze giovanissime.
Facebook ha già dato dimostrazione di agire con molta prontezza di fronte alle lamentele dei suoi iscritti per le truffe ricevute: proprio qualche giorno fa, si è aggiudicato un risarcimento milionario per una vertenza legale sullo spam, la spazzatura digitale che, dopo le mail, sta rendendo la vita dura anche ai social network. In futuro, forse, ci chiederà di inserire anche il numero di cellulare per dimostrare di essere davvero "noi". Ma voi vi fidereste? Continua...
giovedì 20 novembre 2008
FACEBOOK/ Regole per evitare truffe nel social network, intanto Poste Italiane lo oscura: distrae

I numeri sono da urlo: 120 milioni di uenti in tutto il mondo, 2 milioni in Italia, 300 milioni di dollari il fatturato in stime. Stiamo parlando di Facebook, il social network più in voga del momento, ma esiste anche un altro dato: 22 mila le sterline di multa, pari a 27 mila euro, assegnata a un utente che aveva messo in rete il profilo di un amico, diffamandolo. Il rischio di “truffe” di questo tipo è alto in rete ed è alto anchein Facebook: crescendo il numero di utenti cresce esponenzialmente anche il numero di possibili violazioni della privacy più o meno gravi.
Rischio di essere “bannati” - Sembra che alcuni iscritti al social network siano stati espulsi, in gergo “bannati”, dalla rete di amici. Non sono poche le persone che, nel fare il log in, si sono visti comparire una pagina nera, con successiva mail di Facebook che dichiara che l'utente è stato bannato. Il tutto senza alcuna forma di preavviso. I motivi sono disparati: dalla violazione della decenza, ai troppi contatti, ma non sono chiarissime le regole del social network. Ne riportiamo alcune, che risultano decisamente vaghe.
Regole – Vietato pubblicare , condividere, anche solo caricare dati sensibili di qualsiasi terza parte, compresi mail, indirizzi, numeri di telefono, carta di credito.
Vietato condividere o rendere condivisibile qualsisasi video o opera d'arte di natura differente a quella personale propria o degli amici.
Vietati i post diffamatori, illegali, minacciosi, trasgressivi, molesti, osceni, volgari e fraudolenti.
I consigli – I rischi sono alti: dal furto della carta di credito al furto di identità, ma basta seguire alcuni accorgimenti per poter gestire con tranquillità la propria attività e il proprio tempo su Facebook.
Limitare le info nel profilo: iscriversi al social network inserendo solo i dati obbligatori, ovvero nome, cognome e mail. Evitare la data di nascita, l'orientamento politico e religioso, numero di telefono, carta di credito.
Foto: in teoria è richiesto il possesso dei diritt delle foto in questione, in realtà è possibile caricare qualsiasi tipo di immagine. Meglio evitare la pubblicazione delle foto dei bambini e limitare i tag.
Filtri: attraverso le impostazioni della privacy è possibile stabilire chi ha diritto di accedee alle nostre informazioni e stabilire quali informazioni rendere visibili. Meglio reimpostare periodicamente i filtri, ogni tanto saltano.
Amici: meglio accettare e cercare tra gli amici solo le persone che si conoscono effettivamente. Si sa, dietro gli socnosciuti potrebbero nascondersi dei truffatori.
Parlare: si possono scambiare messaggi con gli amici tramite il Wall, la Bacheca, visibile a tutti gli amici della "cerchia". Le informazioni che non si vogliono far sapere a tutto il gruppo di amici è preferibile comunicarle attraverso la posta o la chat. Sono private.
Stare fermi: su Facebook è anche possibile rimanere passivi, ovvero aspettare che siano gli altri a fare propste o a contattarci. Chi di solito agisce in questo modo non scrive messaggi e non aggiunge immagini. Non ci si dimostra molto "social", ma non si rischia.
FB oscurato nelle aziende – Il social network distrae al lavoro: chi è perennemente collegato al social network non rende tanto quanto le persone che ne stano fuori. I dirigenti si ribellano e impongono la censura: Poste Italiane ha completamente negato l'accesso al network, mentre Regione Lombardia e Veneto stanno pensando di adottare lo stesso rimedio. Nel Comune di Napoli è possibile accedere a Facebook un'ora al giorno in tranches di dieci minuti.
fonte:www.ilsussidiario.ne










